LE TAPPE DELL’ITINERARIO:

9:00.  Partenza da Nuoro (Viale Sardegna fronte Ex-Artiglieria)
9:30-11:00.  Fonte Sacra Nuragica di Su Tempiesu, Orune
11:30-12:30.  Santuario Nuragico e insediamento di Romanzesu, Bitti
13:00.  Pranzo a base di prodotti tipici locali.
15:00-16:00.  Santuario Nuragico di Noddule, Nuoro
16:30-17:30/18:00-18:30.  Tombe dei Giganti di Madau e Santuario Nuragico di Gremanu, Fonni

Pranzo incluso, itinerario per automuniti, totale Km dalla partenza all’ultima tappa: 125
Sarete accompagnati da una nostra guida certificata che garantirà la scoperta approfondita ed esaustiva dei siti, i quali sono considerati dagli studiosi i più importanti e complessi santuari della Sardegna Nuragica. Gli orari delle tappe intermedie potranno variare leggermente. La guida può, in caso di richiesta specifica, trasportare fino a n°2 visitatori. L’itinerario viene confermato quando si raggiunge il numero minimo di 3 persone.
Per visualizzare in anteprima il costo dell’itinerario guidato utilizzare lo strumento di prenotazione.

 

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IL CULTO NURAGICO DELLE ACQUE

Fonte sacra di Noddule - Nuoro
Fonte sacra di Noddule – Nuoro

Con il progressivo termine della costruzione di nuovi nuraghi, intorno al XII° sec. a.C., la Sardegna va incontro ad un cambiamento sociale, culturale e ad una crescita di una nuova, potente spiritualità, il cosiddetto “Culto delle acque”. Acqua come bene prezioso, fonte di vita e d’ispirazione per le nuove architetture di raffinata bellezza che i nuragici iniziarono a edificare.

Fonte Sacra nuragica di Su Tempiesu a Orune
Fonte Sacra nuragica di Su Tempiesu a Orune

I villaggi che nascono in questa seconda fase dell’età nuragica possiedono dei veri e propri santuari come luoghi di culto, di incontro e di festa, sostituendo la costruzione dell’antico nuraghe. Le sorgenti venivano captate in complessi impianti idraulici, pozzi, fonti con canalette nascoste all’interno delle strutture o dei pavimenti (come usiamo fare ai nostri tempi con le tubature). Del tutto particolari erano i vari ambienti legati all’utilizzo dei santuari: non troviamo mai capanne abitative, bensì capanne la cui funzione era in qualche modo riconducibile al culto oppure di bottega. Sembra esistere un curioso legame tra questi santuari ed alcune strutture cultuali sarde più recenti: i santuari cristiani con le “cumbessias”, anch’essi tutt’oggi luoghi di culto, oltre che di festa, presentano aspetti strutturali e funzionali per certi versi somiglianti a quelli degli antichi santuari nuragici.

Pozzo sacro nuragico di Santa Cristina a Paulilatino
Pozzo sacro nuragico di Santa Cristina a Paulilatino

Il nucleo dei santuari nuragici è costituito da un pozzo o una fonte sacra di straordinaria bellezza, attraverso i quali la cura per l’estetica arriva al culmine: i pozzi sacri presentavano un vestibolo, una cupola a tholos e una scalinata monumentale (esempio per eccellenza di questa tipologia è il pozzo sacro di Santa Cristina -OR-), mentre la tipologia della fonte sacra manca della scala monumentale ma risulta anch’essa, soprattutto in Barbagia, magistralmente lavorata, come dimostrano ad esempio la fonte sacra di Su Tempiesu a Orune, Noddule a Nuoro, Gremanu a Fonni ed altre meno note.

Santuario nuragico di Gremanu (particolare della canaletta) - Fonni
Santuario nuragico di Gremanu (particolare della canaletta) – Fonni

Come se non bastasse, colpiscono i livelli ingegneristici avanzatissimi attraverso giochi di pressione, canalette, impermeabilizzazioni effettuate con colate di piombo ancora in loco ed ingegnose saldature che denotano un impegno profuso alla cura della rinnovata sfera spirituale; il tutto immerso nella grandiosità della natura, sempre protagonista in questi luoghi magici.

Santuario nuragico di Gremanu (veduta aerea) - Fonni
Santuario nuragico di Gremanu (veduta aerea) – Fonni

Ma i nuraghi furono dimenticati? Assolutamente no. Anche se non più costruiti, furono dagli stessi nuragici mistificati e resi idoli in forma di piccole sculture, in bronzo o in pietra, fondamentali per gli studiosi in quanto li riproducono nelle loro fattezze originali e grazie alle quali possiamo comprendere al giorno d’oggi come si presentasse un nuraghe, semplice o complesso, all’apice della sua grandiosità.

Capanna delle riunioni, Complesso di Palmavera - Alghero
Capanna delle riunioni, Complesso di Palmavera – Alghero

Tali modelli di nuraghe sembrano rappresentare un qualcosa di sacro, un ricordo del passato e dei loro avi che talvolta veniva posizionato al centro di imponenti capanne , chiamate comunemente capanne “delle riunioni”, in quanto si ritiene fossero le sedi per le decisioni importanti.

Alcune tipologie di
Alcune tipologie di “Bronzetti nuragici” – Museo di Cagliari

Sempre a questo stesso periodo appartiene la bronzistica nuragica, ovvero delle singolari sculture miniaturistiche in bronzo finemente lavorate, che provengono principalmente da depositi situati presso i santuari e che si presentano in molteplici forme; sia in stile “aulico”, rappresentanti soprattutto tipologie di guerrieri, puntualmente ripresi sempre nello stesso periodo anche nella statuaria a tutto tondo dai famosi Giganti nuragici di Mont’e Prama (la cui funzione è tutt’oggi dibattuta e l’area archeologica di rinvenimento delle statue è ancora in fase di scavo), sia di stile più “popolare”, rappresentanti soprattutto scene di vita quotidiana, grazie ai quali si è potuta ricostruire parte della vita sociale di quei tempi che risulta ancora ad oggi molto difficile da decifrare.

 

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